Menu principale:
testi - altro
QUELLI DELLA VENETO (2003)
Ci sono quelli che, non toccano terra
altri sono attesi, da mille ragazze.
Ci sono giorni che, ti manca casa
ed altri invece che, ci sei vicino.
Arrivano danno baci ed allegria
salutano ridendo e corron via.
Quando stanno in mezzo, un cerchio di mare
ragionano col cuore, e invocano fate.
C’è chi come me, che inventa canzoni
ma no ne farà mica, il milione.
Hanno desideri e poesia
si svegliano ridendo e vanno via.
Ma quando occorre dare, forza alle mani
tutti pronti li, a darsi da fare.
Si prega si piange poi, tanto sudore,
mentre in tempesta, si solca il mare.
Doppiano il capo con allegria
salutano piangendo e corron via
C’è poi chi, in terra straniera
conosce già una certa qualcuna
si abbraccia ci si racconta, della fortuna
ma non c’è un solo giorno, per riposare.
Arrivano fischiando e vanno via
salutano in fretta con gelosia.
Si dice del passaggio, fra i sette mari
E ad ogni molo una lei ad aspettarli.
Poi nel porto c’è, una gran festa
Alla nave con le sue gesta.
Arrivano fischiando e vanno via
Salutano in fretta con gelosia.
Salvatore Ceravolo